venerdì 14 giugno 2013

IO QUARANTENNE E INTOLLERANTE ALLE START UP

Io questa cosa che adesso vanno di moda solo le start up dei giovani non la mando tanto giù, che c’è un gran parlare di start up, che c’è un gran finanziare di start up, ma tutti quelli che ci stanno dentro devono avere meno di un tot anni e quel tot anni di solito è meno di 35.

Oggi leggendo un articolo mi è tornato in mente  questa cosa qui, perché insomma, anche noi che siamo nati in quegli anni là, in cui la rivoluzione era possibile, ma era possibile anche l’opulenza degli anni 80, i baby pensionati e le case al mare di famiglia e le vacanze di 3 mesi e le gite rimborsate dall’azienda e i liceali che diventano i dirigenti del domani e gli ingegneri che li assumono prima della Laurea, allora anche noi, che non siamo più giovani ma manco stanchi della vita, nel pieno dei nostri anni, potremmo averla quella voglia lì, di trasformare un’idea in una start up.

Che sono assolutamente d’accordo che bisogna fare largo ai giovani e che la generazione di chi ha 25 anni oggi, in Italia, è particolarmente scalognata in termini di lavoro, ma anche noi che ne abbiamo 40, di anni, non è che poi ce la siamo passata bene, sempre sulla punta del baratro, cresciuti in un mondo vecchio, mentre il nuovo già si faceva avanti e noi nemmeno ad accorgercene.
Siamo la generazione di quelli che sembrava dovessero rimanere giovani per sempre, ad  un tratto ci siamo trovati in un mondo dove tutte quelle robe che ci raccontavano, non si sono mica tanto avverate.
Ricordo una prof di matematica che sembrava Renato Zero, alla fine degli anni 90, dire che noi sicuramente saremmo stati i dirigenti del domani, con una preparazione così, se entro 2 anni non avessimo guadagnato almeno 4mila euro, ecco avremmo potuto considerarci dei falliti. Era il 2002.
Noi ci siamo trovati schiacciati dai vecchi che non se ne volevano andare, e pensare che tanto di tempo ce n’era, che tanto noi eravamo dei privilegiati, che il posto fisso prima di tutto (ma tanto ce n’era per tutti) e alla fine in pochi abbiamo davvero tirato fuori la voglia di osare. Altri hanno aspettato fin quando si poteva e poi ad un dato momento si sono accorti che ormai erano vecchi per il posto fisso.
Quelli che sono stati un po’ più lucidi, magari ci hanno anche provato a mettere su delle aziende, ma tutto un po’ dopo, tutto un po’ meno urgente, che quando sei una generazione che ha dietro i privilegi dei tuoi genitori e davanti il baratro, non è mica semplice accorgersi subito che il tempo stringe per tutti.
E allora ecco, ci sono un sacco di 40 enni che le start up le vorrebbero fare adesso, adesso  sembra sia diventata una moda, sembra sia un sinonimo di giovane, mentre non sta scritto da nessuna parte che uno debba pensare a nuove idee solo perché è giovane.
Poi oh, anche se siamo dei quarantenni, di energie ce ne sono ancora da spendere, di cose da dare ne abbiamo ancora. Noi quando avevamo 25 anni, la parola Start Up ci faceva venire in  mente solo il dado da brodo e adesso che di anni ne abbiamo 40, non vedo perché tagliarci fuori da finanziamenti e sgravi.
Che poi soprattutto le donne, a 40 anni magari cominciano ad avere figli più grandi e allora viene proprio la voglia di dire ecco il mondo del lavoro, quel mondo del posto fisso e del dirigente del domani mica mi rappresenta, però io delle idee ce le ho ancora, non sono ancora da mettere in naftalina. Ho anche abbastanza saggezza, che a 40 anni quasi tutti (io su di me ho spesso dei dubbi) siamo più saggi e magari è la volta buona che ci riesco davvero ad avviare una start up!.