lunedì 11 aprile 2016

Unicorni e asini volanti



siccome tutto è Provvidenza, anche la vergognosa pagina di storia italica, è utile per  leggere attentamente, senza paraocchi, e, soprattutto, senza conformismi l’eccesso di zelo che ci regala la nostra ipocrisia. Riuscendo  a creare più imbarazzo di quanto non ne voglia togliere.

E, come un fiume carsico, attraversa ancora molti territori della cultura, dell’arte, della politica, del costume, determinando ancora una dittatura della visibilità, agevolata dal sonno di un popolo  distratto.

Non bastava la figuraccia internazionale fatta ai musei capitolini, dove le sculture classiche con parti del corpo nude sono state "imballate" per nasconderle agli occhi del presidente iraniano Hassan Rouhani.

Non bastavano i tentennamenti parlamentari sulle coppi di fatto, adesso ci si mette anche la TV, che dopo la messa in onda, all’inizio dell’anno, sui canali Mediaset del film  "50 sfumature di grigio"  e dopo le proteste dei genitori del Moige. Mamma Rai e altre reti televisive preventivamente,  hanno deciso che di sesso si può parlare soltanto in seconda serata.

E mentre si corre ai ripari, per non far sapere che il sesso esiste e che potrebbe essere insegnato. Gli adolescenti e pre-adolescenti se ne stanno nelle loro camerette a guardarsi video porno o violenti.

Un’altra occasione sprecata per avvicinare genitori e figli sulla vita segreta dei teenager, e collegare il sesso in una giusta dimensione di sensibilità pedagogica. Certamente i meno scandalizzati  sarebbero certamente gli adolescenti; per loro sexting o happy slapping sono realtà che vivono giornalmente persi tra il mondo reale e quello virtuale.

Ora come quarant’anni fa, di sesso se ne parla anche troppo,  e oggi come allora sono sempre gli amici più svegli che indottrinano i loro pari sugli oscuri oggetti del desiderio. È estremamente ipocrita, e incredibilmente miope, pensare che l’età giusta per parlare di sesso  la debbano decidere i genitori, che oscillano tra l’indifferenza e l’esclusiva, con l’idea di essere padri padroni part-time, impegnati dal lavoro e dalle partite di calcio.

Se davvero è necessario costruire una società nella quale nessuno debba vergognarsi, allora resta in bocca l’amaro dell’ipocrisia, tanto più in un contesto  dove immagini allusive debordano anche in modo subliminale in ogni ora e in ogni fascia di palinsesto.

Una domanda che forse appare retorica, e che non ha fatto altro che confermare i miei dubbi: perché  dobbiamo vedere la questione sessuale come una qualcosa di proibito? Pensate quanto è assurdo considerare vergognoso e passare sotto silenzio quello da cui siamo nati, quello che ci ha donato il respiro. Quando invece niente al mondo esige una discussione quanto il sesso. Pensare che l’educazione sessuale è una materia di studio obbligatoria in Europa. Mentre l’Italia resta  l’unico paese in cui è un tabù.

Voglio lanciare una provocazione:

Perché nonostante la laicità della scuola pubblica, bisogna continuare ad insegnare la religione cattolica. E destinare quei soldi per introdurre una disciplina obbligatoria per statuto europeo come l’educazione sessuale?

Già dimenticavo, il nostro è uno strano paese, capace di alimentare  paure e costruire false verità, secondo cui la scuola insegnerebbe che si può scegliere se essere maschi o femmine e che comunque diverrebbe obbligatoria la cosiddetta “educazione gender”…

…  Meglio parlare  di unicorni e asini volanti …