martedì 7 aprile 2015

il carrozzone Expo2015


c’è chi crede ai miracoli, c’è chi pensa che al mondo il messia è solo uno, c’è chi trova la formula per la disoccupazione o per debellare la fame nel mondo,  c’è chi pensa di essere genio solo perchè sa fare 2+2 con la calcolatrice, e poi naturalmente c’è lui ….

Di chi stiamo parlando? Dell’italiano, e di quel vizio che ha di volersi adattare a ciò che non si è mai stati. A volte, può andar bene,  l’adattamento permette di essere capaci di affrontare le varie vicissitudini che la vita ci pone davanti. Altre invece, è solo un pasticcio.

Tra meno di un mese partirà il carrozzone Expo 2015, e notizie di questi giorni, si arriverà all’inaugurazione dell’evento con tanti padiglioni  non del tutto o per niente disponibili, compreso il padiglione Italia. Senza contare i vari collaudi degli impianti, e tutte le  infrastrutture.

Lo sapevano dal 2008 che questo evento volente o dolente ci sarebbe stato, non è che si era entusiasticamente convinti, ma almeno  visto l’impegno preso, si poteva almeno farlo a modo e per tempo.  Invece, come del resto accade ogni volta, siamo qui a polemizzare sui fiumi di denaro  finiti chissà dove. E non consola poter legittimamente supporre che anche questo ritardo italiano  sia ritardo da inefficienza e incapacità. L’Italia è quel paese al mondo che ha prodotto meno del 10% delle opere pubbliche programmate, saltando tutti i controlli, e ha in media triplicato i costi degli appalti. L’Italia è quel paese dove se vuoi rispettare tutte le regole, c’è sempre un ricorso al Tar, da parte di un comitato del NO, pronto ad appigliarsi su qualsiasi virgola di un periodo, perché magari grammaticalmente scorretto.

…. È vogliamo parlare della strategia di  marketing? Costata 5 milioni di euro,  un vero misfatto ai danni dell’intelligenza collettiva.  “verybello” sembra il nome del fratello di Cicciobello. Un sito oltre che brutto anche inutile visto che attualmente è ancora scritto nella sola lingua italiana e tradotto solo in inglese. anche se Franceschini stesso, quando presento il progetto ci tenne a precisare che sarebbe stato tradotto in altre lingue.

 “presto sarà tradotto??”  cinque milioni buttati al cesso, perché nessun straniero che non conosca l’italiano o l’inglese potrà mai  navigare e capire qualcosa sul sito, che tanto caro fu al Ministro dei beni culturali  “Sempre caro mi fu quest'ermo colle”.


questa  non è metafora, ma la parodia triste della politica  italiana.  che l'Expo sia una grandissima opportunità per l’Italia  l’hanno capito tutti. Ma quello che mi viene da chiedere se e come saremo pronti. Pronti a far vedere al mondo quello che il mondo già conosce, le nostre specialità che ci rendono unici. E pronti pure a mostrare tutti i nostri limiti. Di quest’ultimo, davvero, non ne sentivamo il bisogno.