sabato 14 febbraio 2015

Affetti da patologia politica | controindicazioni patologiche



Questa è l’epoca del “”post-tutto””, l’epoca in cui non ci sono più ideologie, epoca in cui (si presuppone) che la tecnologia ci abbia avvicinati culturalmente, ma paradossalmente non si sa più cosa dire.

Ormai non c’è più vivacità, quella vivacità che arrivava da lontano dal popolo, al quale  oggi si oppone un pragmatico “ma a cosa serve – chi me lo fa fare – tanto non serve a niente”. Si rischia in questo modo di inabissarsi in un oceano caotico, dove tutti urlano alla salvezza collettiva, ma di fondo nessuno ha più le capacità  di creare un salotto culturale,  capace di risollevare le sorti di uno Stato ormai allo sbando.  È deleterio quello che sta succedendo,  basta vedere gli attacchi al senso civico, e al buon esempio che i nostri politici ci trasmettono.

Il liberismo economico, posto come unico parametro di regolazione , ha avuto gli effetti che noi tutti conosciamo. E guardando al passato, a quegli anni (tra 1960 – ’70), dove le cose avevano un senso ideologico,  sembra di compiere uno scavo archeologico. Predominava allora il senso di rivalsa, il voler ricominciare a tutti i costi. E nonostante le agitazioni sociali,  di fondo la situazione  oggi, non è poi tanto diversa.


Tutto questa divagazione solo per dire che è l’individuo a fare la differenza, non solo per se stesso ma per il gruppo. Recuperare le ideologie del passato forse non servirà a nulla, ma vale senza ombra di dubbio recuperarne gli atteggiamenti.