lunedì 9 febbraio 2015

eguaglianza ideologica | concetto astratto di libertà



Pensando alla  «libertà » mi sono accorto quanto questa parola  ha subito una sorta di mistificazione. Paradossalmente, però, mi sono reso conto che la causa non è il significato in sé, (libertàCapacità del soggetto di agire o di non agire, senza costrizioni o impedimenti esterni). Ma quanto gli effetti  dell'abuso ideologico di questa parola.

«Cos’è per te la rivoluzione?» spesso l’dea che ci accomuna, è quello di raggiungere il proprio stato di libertà basandoci su idee rivoluzionarie. Ma la libertà non è rivoluzione; poiché le rivoluzioni nascono dall’antagonismo, dal momento che è solo opposizione, e l’opposizione non può mai essere liberale.

Assodato che la libertà non può essere rivoluzione. Quella di cui voglio parlarvi io  è puramente un’astrazione, nasce da un concetto ideologico basato sugli ideali individuali. Perchè l’idealista non è un rivoluzionario. L’uomo con un’ideologia si occupa di idee, di parole, e non di azione. La rivoluzione basata su un’idea, per quanto logica, non può portare all’eguaglianza, poiché, la funzione stessa dell’idea è quella di separare le persone.

L’esempio lampante è: un qualsivoglia credo, religioso o politico, che  pone gli uomini contro gli uomini. Non a caso, le cosiddette religioni hanno diviso le persone, e continuano a farlo: il credo organizzato, chiamato religione, è, come una qualsiasi altra ideologia della mente e quindi separativa. Noi con le nostra ideologie stiamo facendo la stessa cosa, non vi sembra?

Vorreste salvare il mondo, ma nessuno di voi vuole realizzare un mondo migliore: il vostro obiettivo sta solo nel plasmare il mondo in ossequio alla vostra idea, secondo la vostra modalità. Come può quindi l’idea portare all’eguaglianza? noi siamo tutti uguali, sebbene si possano avere modi diversi. La diseguaglianza è presente a tutti i livelli dell’esistenza: uno ha una capacità, un altro no; uno comanda, e gli altri lo seguono; uno è ottuso, e l’altro è sensibile, sveglio, adattabile; c’è chi scrive o dipinge, e chi vanga; chi è scienziato, e chi spazzino.

Ma agli occhi del divino, siamo tutti uguali, noi siamo prima di tutto ciò che l’idea rappresenta, e solo in seguito siamo degli individui con funzioni diverse, in cui possono esistere sfumature, che però esulano dall’ideologia. Questo è precisamente ciò che ogni credo organizzato ha proclamato. siamo tutti uguali, ma nelle capacità individuali c’è variazione; la vita è una, ma le divisioni sociali sono inevitabili e sostituendo un’ideologia con un’altra non hai cambiato il fatto fondamentale: ogni gruppo o individuo tende a trattare l’altro come inferiore.

L’ineguaglianza è un fatto, una realtà, e nessuna rivoluzione potrà mai cambiarla. La cosiddetta rivoluzione non fa altro che sostituire un gruppo con un altro: e il nuovo gruppo assume quindi il potere, e per rafforzarsi determina i propri privilegi. Ma così non è stata abolita l’ineguaglianza, non credi?


E invece forse potrebbe esserlo: questo però, solo quando il mondo intero la penserà allo stesso modo, quando tutti avremo la stessa idea, solo allora si potrà avere una fratellanza tra i vari credi, e di conseguenza raggiungere   l’eguaglianza ideologica, «tanto cara ma nemica di tutti»