lunedì 15 settembre 2014

LA “”PAROLA”” DI DIO E DELLA SCIENZA



Secondo la religione cristiana la vita dell’uomo è l’espressione di un progetto di Dio. E Dio ha parlato all’uomo per  svelargli questo progetto, per guidarlo verso la salvezza eterna. L’uomo ha la possibilità di ascoltare la parola di Dio e di meditarla attraverso la Bibbia. Le vicende in essa descritte non mirano a una cronaca dettagliata degli eventi, ma mirano, piuttosto a porre in risalto il senso di speranza e di sofferenza che percorre la vita degli uomini. Quello che essi fanno viene valutato nella chiave della pratica del bene e nel rispetto dei comandamenti.
Se con la parola Dio parla agli uomini, è con la preghiera che l’uomo parla a Dio. In fondo la preghiera è la disposizione del cuore a fare la volontà del Padre, e questa disposizione ha la capacità di cambiare la vita dei fedeli, ha la capacità di renderlo costante  nella pratica del bene.
La cultura religiosa attribuisce alla “”parola”” una forza che risulta poco rilevante per gli eventi scientifici. Anzi per essi “”la parola”” che non è un elemento quantificabile, è la cenerentola del processo scientifico, utile solo a trasmettere  informazioni non certo a produrre modificazioni della natura. L’acqua sgretola la roccia in virtù della sua capacità erosiva, le parole, per quante se ne dicano, non la scalfiscono neppure.

“”la parola””, è qualcosa di etereo che non ha peso, non può essere la causa certa di un risultato. La scienza usa “”la parola”” solo per spiegare in modo in modo circostanziato la diversità  fra conoscenza e fede, fra ciò che ha un valore oggettivo e ciò che ha un valore soggettivo.