mercoledì 3 settembre 2014

L’ANZIANO HA TEMPO ... “”ALLORA SI DIVERTE””




L’anziano ha tempo è deve occuparlo. Il motivo per cui il vecchio oggi non può fare il vecchio, ma è obbligato a comportarsi da giovane, è più profondo di quanto sembri, e deriva dal fatto che, nella società industriale esso non ha nessun ruolo. 


Nella società preindustriale, dove le informazioni si trasmettevano per via orale essendo la scrittura un privilegio per pochi, il vecchio aveva un ruolo determinante, perché era il detentore del sapere conosceva piccoli e grandi accorgimenti della vita che i giovani non potevano che apprendere da lui.

 In quella società il vecchio era il saggio oggi è un relitto, ecco che in quanto tali non valgono più nulla, possono rientrare in gioco solo se fan finta di essere giovani, se scimmiottano, un ben triste gioco.  Ormai c’è un pullulare di iniziative: palestre, viaggi organizzati, piscine, dancing, tutte dedicate a coloro che ormai si godono la tanta sospirata pensione.

Sarà ma io non riesco a non trovar penoso questo improvviso giovanilismo dei vecchi, o per meglio dire ed essere più precisi,  questa immagine che i mass-media vogliono appioppare a tutti i costi ai vecchi della società industriale.

So benissimo anche io che è importante per l’anziano muoversi, tenersi intellettualmente svegli, non tirare i remi in barca, ma mi pare che tutto ciò, da libere scelte secondo le proprie attitudini e i propri desideri, come del resto dovrebbe essere,  è diventato un obbligo un impegno coatto.

La verità che sta dietro tutte queste pur lodevoli iniziative mi sembra un’altra, ed è che oggi l’anziano ha perso il diritto di essere anziano, per essere accettato dalla società deve fare il giovane, invece di lasciarsi andare ai propri anni, alla propria stanchezza, alla “”pace dei sensi””. Ad una età che la natura aveva fin qui voluto fosse più di riflessione che di azione. Tutto questo non è più possibile, oggi anche gli anziani devono immergersi nelle nevrosi del nostro secolo è comunque in una età che sicuramente non è la loro, e anche se viaggiano e si muovono molto più di quanto facessero ieri, non è più protagonista della propria esistenza.  Perché un uomo è  protagonista della propria esistenza solo quando sa di essere ciò che è, e non quando è costretto a camuffarsi di ciò che non è…..

L’interesse per l’anziano, oggi deriva solo da interessi di mercato e non da sentimenti umanitari, non c’è da farsi soverchie illusioni, tanto è vero che ai bisogni veri, reali, autentici, degli anziani, che son bisognosi di aiuto e di assistenza nessuno ci pensa, perché non fanno mercato, non fanno business, non fanno consumo, non fanno neanche notizia. Altrimenti non ci sarebbe l’imprudenza di lanciare continue false illusioni del tipo: “” più sale da ballo e meno assistenza”” quando ciò che manca oggi prima di improbabili divertimenti, sono proprio i luoghi di assistenza.