domenica 26 maggio 2013

LE MASCHERE DELLA SOLIDARIETA'

Capita spesso di ricevere inviti per partecipare a campagne di raccolta fondi in favore di enti più o meno legittimi che millantano di fare ricerca nella speranza di trovare cure a malattie spesso mortali
.

Si sprecano le sigle, i banchetti nelle piazze italiane sono oramai divenuti postazioni fisse, la solidarietà e la sensibilità delle comunità sono perennemente stimolate nel contribuire economicamente alla “progresso scientifico”.


A questo punto è lecito domandarsi: chi finanzia le  fondazioni?

E’ presto detto. Basta andare sui siti ufficiali dove vi sono  intere sezioni.
E’ una lunga lista di multinazionali, banche, assicurazioni, general contractor e case cinematografiche.

C’è un’evidente conflitto d’interessi. Difatti questi magnanimi finanziatori sono tra i maggiori responsabili del disastro ambientale, dell’insorgere di nuove patologie mortali, dell’endemica diffussione del cancro e del fallimento socio-economico di interi continenti.

Lucrano tre volte sulla salute della collettività. Prima ci fanno ammalare, poi ci chiedono i soldi per cercare la cura e poi ce la vendono.

La cultura degli piagnisteo tende ad ignorare la fonte dei problemi, cercando conforto nel perbenismo, divenendo essa stessa una colonna portante del sistema tanto criticato.

Vogliamo debellare gli effetti delle malattie senza estirpare le cause delle stesse. Vogliamo sentirci tutti un pò meglio, calmierando i sensi di colpa e dando sfoggio della nostra impareggiabile sensibilità, nella speranza che il male oscuro tiri dritto dinanzi la nostra porta.

L’unica cosa certa è che la maschera della solidarietà rende inattaccabile qualunque diavolo, immaginiamoci dei figuranti.