lunedì 4 marzo 2013

C'ERA UNA VOLTA LA TELEVISIONE


Che il cambiamento culturale fosse evidente non vi erano dubbi, ma che ormai si arrivasse a tanto è inaudito. Gli italiani ormai seguono le idiozie della tv spazzatura,  diventando voyeurs, desiderosi di andare in TV a parlare dei (finti) fatti propri e tutti morbosamente a seguire ....
esempio lampante di questi giorni e l'intervista a Michele Misseri a neanche  un mese dalla sentenza sull’omicidio della piccola Sarah, uccisa nell’agosto del 2010.
Come ogni domenica, parte il circo mediatico di Domenica Live. Questa volta abbiamo l’intervista in diretta, udite udite anche in  esclusiva, a Michele, con tanto di espressione sofferente,  con la promessa, che si spera venga mantenuta, di non comparire più in televisione il tutto condito da un bel giuramento sulla povera Sarah, come se la sua  dignità non fosse stata violate già abbastanza.
Il bello e che la gente si lameta se non si fa dibattito televisivo, portando addirittura lo share del programma  al  10,9% con una visione di 5.900.000 di telespettatori. 
Tutto questo è inaudito. cosa bisogna analizzare i protagonisti di un omicidio che cercano solo pubblicità mediatica?  quello che è andato in onda mi sembrava tanto un tacito scambio di favori, in nome di che cosa poi non lo sò.
Sapete cosa vi dico? basta mi arrendo se questa e la televisione, se questo è giornalismo potete tenervi tutto.

Se a nessuno interessa una televisione di qualità, dove conta solo lo share, in modo da poter ottenere cotratti pubblicitari, allora si può fare sicuramente di meglio, perchè non far nascere un reality tipo  combattimenti tra gladiatori, dove i protagonisti sono assassini o stupratori, magari anche con tanto di televoto e decidere noi le sorti dello sconfitto, e  come premio finale per il vincitore l'assoluzione da ogni crimine commesso? immaginate l'ascolto che si raggiungerebbe?

La mia vuole essere solo una provocazione, a quanto sta andando in onda nelle varie trasmissioni televisive, a questo declino della tv, perchè oltre al programma condotto dalla D'urso esistono tanti altri programmi che definirli squallidi sarebbe riduttivi, dove in nome del giornalismo si trasmettono immagini e si fa dibattito su argomenti che a dir poco sono inauditi.