domenica 2 febbraio 2014

SCELTA CONSAPEVOLE INCOMPIUTA




Sul peso politico-sociale esercitato dalla Chiesa ho discusso e sto ancora discutendo nel topic del nuovo Papa, quindi penso che la mia posizione sia evidente a chiunque mi conosca.
Non saprei esprimermi sul bisogno di fede io mi sento a mio agio nella definizione di agnostico, sarei invece in difficoltà a considerarmi ateo... mi sembrerebbe, con tutto il rispetto per gli atei, di avere certezze su questioni più grandi di me... come faccio a dire con sicurezza che un qualche Dio non esista (e non è detto che sia come quello che descrive la Chiesa eh...) Non posso saperlo... e francamente nemmeno mi interessa più di tanto.

La mia esperienza mi assicura che parlare di Dio o su Dio non è facile per nessuno. Se Dio è quella realtà che si dice, non potrà mai essere conosciuto come le nostre tasche: qualcosa, anzi tante cose, supereranno sempre le nostre abilità.

Quello su Dio è sempre un discorso non definitorio, piuttosto allusivo che non esaustivo. Soprattutto, un discorso che non potrà avere come giudice supremo il solo pensiero, come se Dio fosse alla stregua dei prodotti intellettuali.
Ogni uomo nasce dentro una cultura religiosa : nessuno sceglie la cultura , la tradizione religiosa in cui nascere. Tutte le persone si ritrovano a praticare una religione per nascita e tradizione, però poi si pongono le domande fondamentali della vita  e sono chiamati dalla loro natura a ricercare le risposte e le soluzioni : sono chiamate ad una cammino di maturazione nella loro dimensione religiosa. Questo implica una autoeducazione e percio' un percorso di conoscenza e di apprendimento.

Tutto questo non avviene sempre agevolmente : puo' succedere per varie ragioni che non intervengano questi percorsi educativi della dimensione religiosa. A volte non si matura la coscienza del senso religioso e si aderisce ad una religione per tradizione o abitudine ,per paura o per costrizione, diventando così dei creduloni.

Altre volte non si aderisce a nessuna religione per ignoranza delle rivelazioni e si finisce per rivolgersi ai maghi , ai veggenti, ai sensitivi agli astrologi, agli occultisti e quant'altro. Si vive in un certo infantilismo religioso o -se si preferisce- una religiosità incompiuta.


Personalmente Non credo in nessuna rivelazione. Perche? Perchè mi sono confrontato con molte Rivelazioni, ho cercato di comprenderne gli eventi, i significati ed in questo confronto non ho trovato risposte per il mio sentimento del Mistero; non è nata nessuna attrazione o coinvolgimento. Rimango attento e aperto, ma a tutt'oggi posso dire di non avere fede in nessuna rivelazione.