domenica 9 febbraio 2014

VIDEOMORFOSI


Con il digitale terrestre, e la pay-tv sembra che l'aria un po' statica  della TV italiana, sia cambiata. Dal tempo del canale unico, punto di riferimento per una popolazione in cerca di identità,  ha subito arresti ed accelerazioni. Prima di decretare la morte effettiva della TV italiana, bisognerebbe capire quando questa ha cominciato il suo declino. Ormai la TV presenta replicanti di quiz, e sosia di talk show, tutte trasmissioni "copia-incolla" le une delle altre. 

Si sa quando ci si accoppia tra simili, generalmente il risultato è pessimo. La TV generica è in debito d'ossigeno, troppa preoccupata di una concorrenza defunta a sua volta. Ormai l'indice d'ascolto influenza la TV e viceversa, e la necessità di fare cassa  l'ha portata a  un'inevitabile emarginazione....

Effettivamente basta dare uno sguardo alla programmazione televisiva contemporanea per chiedersi dov’è la qualità e chi sono molte delle persone che bazzicano nelle arene televisive per esprimere la loro opinione.

Dov’è finita la Tv maestra? Ai suoi esordi la televisione ha svolto il ruolo di maestra contribuendo all’alfabetizzazione degli italiani, ma col tempo cos’è diventata? Uno sorta di scatola pigliatutto. L’insofferenza più dura spetta invece alle cosiddette  tele risse che mettono a dura prova la mia pazienza. 

Prima che sia troppo tardi, qualcuno dovrebbe interrompere questo inseguimento senza fine. Ma è difficile che ciò avvenga per iniziativa di noi spettatori inermi.  E ho il sospetto che neppure i media, siano disposti a cambiare una programmazione che garantisce ancora ascolti, anche se usurata. Così è probabile che lo "spettacolo" continui. Con gli stessi format. Con gli stessi effetti sul "pubblico". Tutti insieme: sfiduciati e scontenti. Fino al collasso del clima d'opinione. Che, in effetti, sembra ormai prossimo.

Non voglio e non posso  qui celebrando la “morte” della televisione, ma solo quella di un modello. Con il medesimo grado di sicurezza sono convinto che il mezzo televisivo abbia davanti a sé un futuro raggiante, laddove riuscirà ad integrare prodotti targhettizati di più alto valore sociale, perchè la gente ha ancora bisogno della televisione.

Aspettando che questo accade non mi resta altro da fare da dedicarmi a una buona e sana lettura.