sabato 9 agosto 2014

LA SCIENZA E' UN BENE O UN MALE?



  
Aggiungi didascalia
Appartengo a quella generazione che a scuola studiava come si dividevano le cellule, ero affascinato dal miracolo dei fagioli che, messi nell’ovatta umida , germogliavano, che magia! Oggi mia figlia che frequenta il mio stesso corso d’istruzioni, si sono spinti molto più in avanti. Hanno laboratori attrezzati, fanno piccoli esperimenti, di fisica e di chimica, studiano la trasformazione dei corpi, e si dilettano a manipolare e a trasformare tutto ciò che è interesse di studio. 
La scienza nell’arco di tre secoli ha conquistato il suo posto nella società, e specie nel campo della medicina,  è stato talmente incalzante e violento che ha avuto come conseguenza una non sufficiente riflessione:

 “”la scienza è un bene o un male?””

La domanda potrebbe sembrare stupida, il bene è a conoscenza di tutti, è palese, la scomparsa della maggior parte delle malattie infettive, le scoperte volte a lenire il dolore, le ricerche nel campo delle malattie degenerative, queste sono solo alcuni degli esempi eclatanti. Ma l’andare incontrollato della ricerca fino ai limiti della conoscenza, porta sicuramente a una riflessione, se lo scienziato, oggi, si pone un interrogativo esistenziale,  vede pericoli derivanti dalla sua scienza? La risposta purtroppo è affermativa.  E i pericoli maggiori vengono dalla genetica, dalla chimica del pensiero.

“”un giorno conosceremo e saremo come Dio, ma solitari, sopra una terra morta”” (E. Wiechert)

Così come è avvenuto sin dagli albori della storia, il diritto di dare forma al mondo deve essere guadagnato tramite la sofferenza altrui, anche per la scienza tante scoperte sono state male interpretate, vedi l’energia atomica, pensata come fonte di energia motrice, è venuta alla luce in tempo di guerra ed ha trovato la sua prima applicazione per porre fine ad una guerra.


La nota positiva, è che la scienza, nonostante la sua età, è ancora ai suoi albori, ed è lecito attendersi che i nuovi progressi in campo scientifico, portino al mondo grandi benefici. Oggi è sulla strada giusta, il suo scopo è di comprendere il mondo, e verso questi obbiettivi non sono stati fatti che i primi passi, ma appaiono già ricchi di speranza e di promesse per il futuro. Il carattere tipico dello scienziato è essere uomo di pace il cui sogno più caro è quello di mettere a disposizione il suo sapere per arricchire l’umanità.  Mi sembra perciò giusto che gli scienziati abbiano preso coscienza del loro operare, altrimenti bisognerà riconoscere che l’istinto animale prescientifico ha in sé più intelligenza di quanto ne abbia la scienza.