sabato 18 ottobre 2014

CHE (S)FORTUNA



Quante volte avrete detto questa semplice e banale frase, CHE (S)FORTUNA...

Quasi tutte le vicende umane sono le conseguenze di azioni positive o negative, il cosiddetto rovescio della medaglia, ed inevitabilmente la compensazione tra vantaggi e svantaggi tende a zero.

Da ragazzo mi ricordo che mio nonno mi raccontava delle storielle, reali o inventate, questo non so rispondervi, ma tutte indistintamente finivano allo stesso modo: che fortuna, riferendosi agli aspetti positivi della storia, ma subito dopo replicava con il contro tormentone che sfortuna, e qui si riferiva all’inevitabile rovescio della medaglia.

Se fate caso, ad ogni azione positiva o negativa, che essa sia, si trova sempre il suo contrario. Ad esempio: l’evoluzione ha permesso all’uomo di differenziarsi dagli altri primati, sviluppando un cervello superiore (ipotetico direi), che fortuna!! direte voi. Ma tra le tante diversificazioni l’uomo si è ritrovato senza l’osso penico,  con il sesso disossato, andando incontro (a partire da una certa età per la maggior parte di noi) a problemi sia fisici che psicologici, che sfortuna!!  diranno le donne. Però grazie a questo un azienda farmaceutica può prosperare i suoi guadagni, che fortuna!! Diranno loro.

La medicina ha fatto progressi prodigiosi, permettendo l’allungamento della vita media, che fortuna!! direte voi. Ma alle aziende di pompe funebri sono calati i guadagni, non si muore più come una volta, che sfortuna diranno loro.

Si potrebbe andare avanti all’infinito, ho voluto fare solo due semplici esempi, cercando soprattutto di ironizzare sulla questione, ma molto ci sarebbe da dire. Dall’inflazione che abbassa i prezzi alla giustizia garantista, dai sindacati che difendono i lavoratori dai soprusi, all’effetto serra che sta innalzando le temperature.

Oggi come oggi l’ottimista è colui che sa vedere il rovescio della  medaglia