domenica 26 gennaio 2014

... METTI UNA SERA ... AL PRONTO SOCCORSO ....



Metti una sera, sabato sera, dopo aver passato una gradevole serata in compagnia di amici, ti accorgi di aver finito le sigarette. Come un qualsiasi fumatore, se senti la necessità di fumare, esci anche a notte fonda per andarle a comprare.

Ed è in questo preciso momento che ti tornano alla mente, le famose parole:  le sigarette fanno male, ma non credevo fino a questo punto. Vi chiederete il perché, bene, avevo appena schiacciato la dita nella portiera della macchina.... !!!

Senza farmi prendere dall’ira, a parte qualche imprecazione, compro le sigarette, e mi avvio verso il pronto soccorso, intanto avvertivo, mia moglie che se non mi vedeva arrivare, per sua sfortuna, non ero scappato con l’amante, inventando la solita scusa delle sigarette, ma che stavo andando al pronto soccorso per colpa delle sigarette.

Mentre  andavo immaginavo, angosciato, la fila di persone che attendono il proprio turno, chi con una gamba rotta, chi tutto sporco di sangue. Gente che si contorce tra gli spasmi addominali, altri che piangono per un parente che soffre. Da tarda sera fino a notte inoltrata in compagnia di chi aspetta il proprio turno su una sedia.

Mi siedo e comincio a guardare i compagni di sventura cercando di capire cosa avessero, per quella sorta di cameratismo che si crea fra chi ha  i soliti problemi, e che si trasforma in “morte tua vita mia” se c’è possibilità di essere visitati prima.

 Accanto ho una ragazza che ha mangiato pesante, lo deduco  dall’alitosi aroma cipolla con un retro gusto  di menta. In un angolo a sinistra una ragazza e un ragazzo che giocano con i rispettivi cellulari. Nessun sintomo…. Una signora anziana con la figlia mi sedeva di fronte, il suo era il caso più grave della stanza, codice giallo. Alla mia destra gli elementi più buffi, croce e delizia della serata: 

una mamma col figlio, abbastanza grande da poter guidare un camion e abbastanza piccolo da dover essere accompagnato. Lei  portava 2 Luis Vuitton sotto gli occhi. A discolpa, va detto che quando sono arrivato lei erano già 3 ore in attesa
I due nell’angolo continuano imperterriti a giocare, nulla e nessuno li disturba. I miei vicini invece…
MAMMA: Marco, stai calmo per piacere!
MARCO: Sì mamma… ma mi fa male!
MAMMA: lo dicevo di stare attento, vuoi fare l’uomo! Fuuuuu (soffia)
MARCO: ma ora chè mi fanno? Fuuuuu….
MAMMA: chè ti fanno chè ti fanno…. Ti visitano, ti daranno 2 puntini…
MARCO: Guarda, è arrivata un’ambulanza! (si alza e va verso gli infermieri che si muovono veloci)
MAMMA: Marco, vieni qui! Vieni qui ti ho detto! Fuuuuu… un’altra ambulanza…. Addiooooo….. che palle…. Eh, ma loro hanno voglia di finire sul giornale, eh? Ora vedi quante gliene dico…
MARCO: mamma, ma….
MAMMA: Marco stai calmo per piacere! Non ti agitare! Fuuuuuuuuu…
E avanti così, mentre l’orologio segnava le 00:30, poi 1:00, poi le …. E ancora si affacciavano e si registravano “clienti” notturni: 4 filippine di cui solo una “ammalata”, … Arrivano 3 marocchini, in camicia a fiorelloni e un sorriso a 24 karati..
“Noi cerca nostro amico…. L’infermiera comincia a cercare… nulla… loro insistono… ancora nulla… poi, un lampo di genio: l’infermiera estrae dal cubo magico un nome … è lui! I tre rispondono si…!!!   E l’infermiera con un sorriso sarcastico …. Risponde: lo hanno preso i carabinieri… !!! e i tre dove avere lui portato??.... l’infermiera senza togliere quel bel sorriso, …. Se non è qua e lo hanno preso i carabinieri …. Dove volete che sia il vostro amico …. !!!
 dietro le sbarre risponde Marco mentre  continuano a soffiare e la mamma  a brontolare. … Intanto un omino in angolo tiene in bella mostra una gamba con un gonfiore, la mostra e la gira, forse spera che qualcuno gliela compra … ad un certo punto l’uomo chiede il ghiaccio, l’infermiera: “ vuole andare in saletta per via della privacy?”  ma non fa in tempo che si cala le brache, e appoggia su il sacchetto di ghiaccio sintetico, sta 2 minuti e si ricompone… dopo 5 minuto la manfrina ricomincia…
 guardo l’ora nell’atmosfera surreale che è la sala d’attesa. Le due e mezzo. Fra i denti inanello un rosarione,  mi sono rotto, ora firmo e vado via!” esclamo, quando è troppo è troppo … vado dall’infermiera e le dico che me ne vado. Lei abbassa facebook, mi guarda e fa:
“Non è possibile, deve firmare, e  la  radiografia è già fatta… “
Le sorrido. “Scommettiamo?”
Sbuffa.. “Un attimo, si metta seduto… “
Torno a sedere e mi do un tempo, se entro 2 minuti non mi fanno sapere nulla, firma o non firma alzo il culo e me ne vado.
Non passa un minuto che arriva l’infermiera
“Spera… venga”
Bene, penso, mi fanno firmare!
Invece mi accompagnano in sala visita fra il mormorio dei codici verdi e gialli
“Vediamo se riusciamo a visitarla fra un paziente e l’altro” mi sussurra cercando di non farsi sentire. Mi sdraiano su un lettino, perché chi solitamente ha una probabile frattura alla mando deve restare disteso …!!!
 Intanto me ne stavo spaparanzato a guardare in faccia i miei ex compagni di avventura, che di sicuro mi maledicono.
Arriva la dottoressa e in cinque minuti guarda le radiografie, mi medica, mi avverte delle conseguenze, mi saluta e se ne va.
Finale: esco alle 4 di notte, io non ho niente di rotto, solo una grossa contusione, ho sonno, ma sto pensando di tornare anche questa sera  con i pop-corn però!