giovedì 22 maggio 2014

L'ESISTENZA

La coscienza di avere un corpo è una consapevolezza che non appartiene al mondo degli animali, non appartiene a un gatto o ad un cane, infatti questi obbediscono soltanto a degli imput fisiologici, mentre l’essere umano è capace di attivare comportamenti volti a prevenire l’insorgere di possibili disturbi, e di tutelare il proprio organismo non solo nel presente, ma anche nel futuro, è capace di rispettare le evoluzioni della propria natura.

“”l’esistenza, colta nel suo significato etimologico del termine, è un venir fuori, un emergere, un protendersi verso altre possibilità””.  (Gius, Cavana, la personalità). All’atto pratico questo stile si traduce in atteggiamenti che esprimono delle capacità, la prima è quella di riconoscere e di dare uno spazio di espressione ai sentimenti che pulsano interiormente pur nella loro diversità: rabbia, paura, inquietudine, ma anche gioia, fiducia, certezze, non esiste infatti un sentimento giusto o sbagliato, un sentimento che si deve vivere ed uno che si deve reprimere. La seconda è la capacità di elaborare progetti nei quali investire, nei quali dare un significato alla propria esistenza.


Ed è la percezione estrema della non vita, l’angoscia della morte, la molla che sollecita la mente ad orientarsi in direzione di determinate opportunintà-possibilità. Al di fuori di questa consapevolezza l’esistenza non si sviluppa, perché solo vivendoli si ha consapevolezza e quindi slancio e consistenza.